Produttori: Cascina 'Tavijn

Come baciare il vento Questo è viaggio tra cocciuti dalle maniche rimboccate e dal sorriso aperto. Quando entriamo nella piccola cascina è tutta al femminile l’azienda agricola Tavijn di Scurzolengo, soffio di collina a due passi da Asti. Sovversive, donne, altro che Sovversivi del gusto. Nadia Verrua, vignaiola trentenne è nella corte, nel cortile, curiosamente alle prese con le nocciole: primo r
Come baciare il vento
Questo è viaggio tra cocciuti dalle maniche rimboccate e dal sorriso aperto. Quando entriamo nella piccola cascina è tutta al femminile l’azienda agricola Tavijn di Scurzolengo, soffio di collina a due passi da Asti. Sovversive, donne, altro che Sovversivi del gusto. Nadia Verrua, vignaiola trentenne è nella corte, nel cortile, curiosamente alle prese con le nocciole: primo raccolto di tre ettari di noccioleto acquistato da poco. Basso Monferrato,Piemonte, terra da vino, tra boschetti da tartufo. La madre, Maria Teresa Rossi, scuote la testa. Le sorelle di Nadia, Luigina e Daniela, danno una mano. Ottavio, Ottavino, Tavijn, il padre col nome del bisnonno da cui è nato quello dell’azienda, è andato alla centodiciasettesima fiera bovina, a Portacomaro. Lo incontriamo più tardi: niente di buono, solo due buoi meritavano.
Ma poi si accende di una passione inattesa per il suo Grignolino: “a bene anche ai malati, a bottiglie lo abbiamo dato ai vitelli, é l’unico vino che berresti quando hai l’influenza…”.
Nadia Verrua è quarta generazione di vignaioli, ma prima a imbottigliare, convinta della scelta naturale, uve biologiche in conversione. Cento anni compie la cantina, la stessa età delle botti grandi. Non volevano i genitori di Nadia che lei, finalmente accompagnata agli studi come le altre sorelle, entrasse nel vino, finisse nella terra. Vengono dal mondo contadino di Fenoglio i Verrua, dall’infanzia a fare i lavori in campo, mica roba da signori. Eppure Nadia li ha fatti un po’ signori, ha ridato al mestiere della terra la dignità di voler fare vini buoni, naturali, autentici, con tanto di etichetta, di storia. Ha reso i vini consapevoli. “Vorrei avessero una personalità”, dice. Ce l’hanno eccome: Barbera, Ruché, vitigno autoctono riscoperto a Castagnole Monferrato, Zanel, che è altro vitigno dimenticato e che nessuno vuole prendersi la briga di riportare in vita e soprattutto il Grignolino, quello buono, coi profumi che riportano alle sere nebbiose, alle sorsate lunghe, a baciare il vento, come scrive con grande efficacia la scrittrice piemontese Enza Cavallero. Se non si viene qui in questa comunità d’intenti, in questo luogo d’orgoglio per il vino buono, riuscito, non si può capire quanto può essere potente, buono, intenso, un vino dimenticato come il Grignolino. Strappa il sorriso. E’ vino da amici. Da gente per bene. Giriamo l’occhio indietro nel tempo, per cercare di capire cosa fosse questa terra, Scurzolengo, da cui la gente è scappata per diventare rinomati macellai a Torino, per dare braccia alla Fiat, per diventare ferrovieri. Oggi le maniche si rimboccano su nuove braccia. E tornano. Come baciare il vento.
Michele Marziani e pubblicata sul libro I Sovversivi del Gusto, edito da NdA, 2008
Leggi tutto
Mostrati 1 - 1 di 1 prodotto
Mostrati 1 - 1 di 1 prodotto