Produttori: Cantina Ripoli

“Francesco Sarri, classe 1973, è figlio di un cantiniere di lungo corso alla Melini, nel Chianti Classico: in qualche modo, il vino ce l’ha nel sangue. Sulle prime, però, il vino non è che fosse al centro dei suoi pensieri. Impegnato nelle gare di motocross, poi studente di filosofia e aspirante sceneggiatore (promettente dialoghista allievo di Ugo Chiti), Francesco approda a Roma negli anni 90 de
“Francesco Sarri, classe 1973, è figlio di un cantiniere di lungo corso alla Melini, nel Chianti Classico: in qualche modo, il vino ce l’ha nel sangue. Sulle prime, però, il vino
non è che fosse al centro dei suoi pensieri. Impegnato nelle gare di motocross, poi studente di filosofia e aspirante sceneggiatore (promettente dialoghista allievo di Ugo
Chiti), Francesco approda a Roma negli anni 90 dei primi wine bar, un’epoca in cui chi si appassionava alla degustazione si ritrovava spesso iscritto d’ ufficio al fan club dei
Supertuscans più concentrati e dimostrativi.
E così accade anche a lui, smanioso di quei rossi opulenti che suo padre disdegnava come “maccheroni”. Poi la folgorazione: inciampa nell’eleganza del Pergole Torte di
Montevertine, nella personalità del Barolo di Bartolo Mascarello, nella territorialità dei Pinot Noir di Borgogna.
E si rimette in gioco. Mentre si alterna nei lavori più diversi, dal ragioniere al fornaio, prende così sempre maggiore confidenza nel vino, coltiva il suo palato con lungimiranza,
fino a diventare un collezionista scaltro, capace di finanziare la sua passione con una smaliziata strategia di compravendita.
Ma le passioni, come è noto, tendono a prenderci la mano, e la sbandata di Francesco si declina presto nell’ urgenza di guadagnare un punto di vista “alto”, nel desiderio
di sporcarsi le mani. Dopo qualche giocoso esperimento condotto con la complicità del suocero, che realizza per il consumo familiare vini iper-artigianali in un capannone
dove non c’è neanche l’elettricità, ecco l’occasione di archiviare la stagione ludica e naif, per far decollare un progetto più serio.
A pochi metri dal Castello di Monsanto prende in affitto la piccola cantina, già attrezzata con vasche di cemento.
E soprattutto conclude un accordo con l’amica Angela Fronti (di Istine), nelle colline del Chianti Classico che Francesco ama di più, su a Radda, siglando un contrattto di
affitto per un ettaro di vigna in contrada Muricialla, a quota 500 metri, in un contesto estremamente pietroso e inospitale, ma dove la vite è vocata all’eccellenza.
Il suo Chianti Classico 2016 raccoglie tutto il carattere di un’annata potenzialmente tra le più complete: freschezza e sapidità, centralità del frutto e ricchezza glicerica,
trama tannica e bevibilità.
Impossibile trovare in tutto il Chianti Classico un esordio più convincente.” – Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari, Vini da scoprire 2017
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